Esperienza Erasmus di Clarissa Candellero

 

La mia esperienza Erasmus ad Innsburck è stata assolutamente magnifica. L’università, il posto e vivere in un paese straniero per 6 mesi mi ha migliorato da ogni punto di vista. Partendo dal punto di vista accademico il loro sistema completamente diverso dal nostro è stato davvero interessante. Anche il loro livello d’insegnamento e lingua è altamente elevato, in più offrono un centro di lingua, chiamato Sprachenzentrum ISI dove i studenti Erasmus possono usufruire di corsi gratuiti di lingua tedesca per tutto il semestre, ovviamente questo centro è disponibile anche per tutti gli altri studenti offrendo l’insegnamento di più di 15 lingue partendo da livello basse fino ad un livello europeo C1. In questo centro io ho frequentato il corso di livello B1 di tedesco gratuito per studenti Erasmus più con la sola modica cifra di 80 euro un corso intensivo di lingua inglese livello C1. Questo centro è convenzionato con le università, dunque automaticamente superato l’esame finale verranno riconosciuti dei EFCT che posso essere convalidati in qualsiasi università. L’insegnamento dentro questo centro è magnifico ed i professori sono altamente preparati. Ma ora passiamo al punto cruciale, l’istituto di Traduzione, Institut für Translationswissenschaft, nel quale io ho studiato in questi mesi. Assolutamente bellissimo e tecnologico, i professori tutti altamente competenti e molto disponibili seppur fosse una struttura pubblica, in Austria dopo Vienna è l’istituto più importante per questo indirizzo. Le lezioni assolutamente interessanti in aule ultra moderne tutte dotate di PC dove potevamo fare lezione ed esami, in più per chi lo voleva c’era la possibilità di portare il proprio computer personale sia per assistere alla lezione che per fare gli esami. Ma una delle cose che più mi ha affascinato è proprio la questione esami. Noi in Italia siamo ancora legati al tradizionale, e sebbene è un metodo che apprezzo è comunque antiquato, SOPRATTUTTO se parliamo della facoltà di Interpretariato e Traduzione, dove insomma è risaputo che il traduttore il suo lavoro lo fa tramite computer. Noi lì avevamo la possibilità di fare l’esame con il computer e potendo utilizzare internet, e qui si vede veramente chi è portato per questo lavoro. Non si tratta di una questione di copiare o altre stupide motivazioni che ho sentito una volta tornata in Italia quando ho parlato di questo entusiasmante metodo. Qui si tratta di capire e comprendere un testo ed avere gli strumenti necessari per poter lavorare su questo testo al meglio, le persone se non lo sanno fare non passavano l’esame sebbene avevano l’aiuto di una connessione o di un traduttore automatico. E’ la persona e le sue capacità che fanno la differenza. Ecco perché sono rimasta affascinata dal loro metodo e spero che preso anche la mia università lo adotterà. Noi studiamo per diventare Traduttori, e stare ancora con un pezzo di carta e senza nemmeno l’ausilio del dizionario è una cosa da pazzi, nel 2014. Comunque tornando a noi, l’insegnamento e le lezioni erano straordinarie, tutti i professori avevano un accento perfetto dunque assolutamente comprensibile. Tutti gli studenti erano molto aperti e gentili verso noi studenti Erasmus, ci hanno aiutato tantissimo nella scelta dei corsi e consigliandoci al meglio ogni cosa. Soprattutto quando mi perdevo nei corridoi di quegli immensi edifici e chiedevo ad ogni persona che passava dove fosse l’aula, momenti indimenticabili che ti fanno apprezzare le strutture grandi ed organizzate, ma che ti fanno anche apprezzare quando una struttura è un po’ più piccola ed accogliente come la nostra. Ma bando alle ciance! Io personalmente ho seguito più di 5 corsi, cosa che è possibile solo a studenti Erasmus in quanto non siamo vincolati da moduli da seguire ogni anno per passare alla classe successiva. Questa cosa è stata un bene per me, perché mi ha fatto capire come gestire il tempo e lo studio e soprattutto la preparazione degli esami. Ogni corso aveva minimo 3 esami da fare, 2 mid-term test più l’esame finale. La votazione in Austria, come in molte altre università europee va da un massimo di 1 ad un minimo di 4, l’insufficienza è riportata con un 5. Esami difficilissimi, possibili solo con uno studio intenso e constante. E per questo c’è una bellissima biblioteca dotata di ben 4 aule studio con connessione wi-fi libera aperta dalle 7 di mattina fino alle 23 di sera tutti i giorni. Una delle cose più belle che ho visto stando lì. Di certo non si può dire che Innsbruck non ti invogli a studiare. Ogni sede dell’università era dotata di un negozio Studia dove tutti noi studenti potevamo procurarci i libri di testo con degli sconti sorprendenti grazie alla carta dello studente con la nostra matricola che ci hanno assegnato appena arrivati. Quella carta è stata una salvezza per tutto il periodo che sono stata lì, perché ti consentiva sconti OVUNQUE, a partire dal biglietto per il trasporto pubblico a quando sono andata a Vienna. Essendo un circuito valido in tutta l’Austria ogni museo, biblioteca, castello o quant’altro che ho visitato, l’ho visitato con uno sconto reale. Si parlava del 50% di sconto e a volte anche del 70%. Comunque tornando a noi, frequentare l’università di Innsbruck è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Mi ricordo che prima che iniziasse il semestre, l’università organizzò “l’accoglienza ai studenti Erasmus”, una giornata dedicata a noi matricole per ambientarci e conoscerci meglio, un ottimo modo per relazionarci, lì ho incontrato le persone che mi sono state vicine per tutta la mia esperienza, amicizie che rimarranno impresse nella mia memoria e nel mio cuore. E forse proprio il fatto che venivamo da ogni parte del mondo ha contribuito tantissimo al desiderio di mantenerci in contatto anche dopo la fine della nostra esperienza. Credo che quel giorno ho conosciuto una persona o più per ogni parte del mondo, ovviamente la lingua d’incontro era l’inglese e sentire le varie intonazioni, pronunce e vocabolario che utilizzava ognuno di noi era sorprendente. Inoltre avevamo anche l’aiuto del fantastico team ESN, ovvero l’Erasmus Student Network, che con la sola iscrizione per la modica cifra di 5 euro ti forniva una tessera, con la quale potevi usufruire di ulteriori sconti anche in supermercati, cinema e quant’altro e una scheda telefonica dell’A1 per coloro i quali erano ancora sprovvisti di una sim austriaca. Cosa che posso assicurare è indispensabile quando fai queste esperienze. Questo team grazie alla sua pagina Facebook ci aggiornava con tutti gli eventi ai quali potevamo partecipare per conoscerci meglio e fare nuove amicizie. Una cosa a dir poco bellissima che mi ha fatto crescere moltissimo, mi ha dato un bagaglio culturale impressionante, perché grazie a loro ho potuto conoscere le diverse culture del mondo, le tradizioni, il modo di pensare, gli aspetti affascinanti di altre lingue straniere. Una cosa favolosa. E proprio grazie ad un loro evento ho potuto conoscere meglio il gruppo di amici che ho frequentato per tutto il mio soggiorno lì. Il mio gruppo era composto da spagnoli, cinesi, colombiani, tedeschi, finlandesi, americani, inglesi, austriaci, russi e romeni. Eravamo tantissimi e spesso uscivamo insieme per andare a conoscere la città in tutti i suoi aspetti o partivamo insieme per esplorare l’Austria. Con quelli che frequentavamo il mio stesso corso andavamo anche in biblioteca a studiare tutti insieme aiutandoci con i compiti o facendoci a vicenda ripetizioni di lingua. Inoltre sotto questo punto c’era un’altra bellissima iniziativa dell’Università, ovvero lo Study Buddy. Cos’è? Semplicissimo, per chi voleva tramite l’università compilava un modulo con scritto le lingue che voleva imparare o migliorare e l’università automaticamente ti metteva in contatto con uno studente con il quale potevi farlo. Un vero e proprio partner di studio, entrambi miglioravamo la lingua alla quale eravamo interessati a costo zero. Inoltre poi tramite gruppi di Facebook ne potevi trovare altri interessati a più lingue dove bastava che scrivevi le lingue alle quali eri interessato e via, la gente ti contattava. E’ un ottimo metodo anche quello per esercitarsi e conoscere culture diverse, io per esempio avevo 5 partner tra cui 2 ragazze cinesi con le quali facevamo uno scambio Inglese-Cinese, una ragazza americana con la quale facevo uno scambio Inglese-Italiano, e altre 2 ragazze austriache con le quali facevo uno scambio Tedesco-Italiano. Ci vedevamo un ora al giorno, organizzandoci secondo le nostre disponibilità in un luogo pubblico, a volte era la biblioteca o a volte era una caffetteria come Baguette, molto di moda tra gli studenti, e facevamo conversazione, grammatica, lettura di testi e tanto altro per poi alla fine del tempo assegnarci diversi compiti per l’incontro successivo. Grazie allo studio e ai miei amici e buddy linguistici ho migliorato tantissimo il mio inglese e soprattutto il mio tedesco, dato che prima di arrivare in Austria la mia conoscenza della lingua tedesca era pari a zero. L’unica cosa che per me è stata un po’ ardua prima di arrivare ad Innsbruck è stata la questione del posto letto. Purtroppo i dormitori che offriva l’università erano tutti già prenotati e le liste d’attesa interminabili e i privati erano molto difficili da convincere ad affittarti la casa per 6 mesi anziché un anno. Dunque la ricerca di un appartamento ad Innsbruck fu atroce, mandai più di 60 mail ad ogni persona che metteva l’annuncio, e solo all’ultimo quando le mie speranze erano terminate e con la mia coordinatrice stavamo già pensando di mandarmi a Dresda in quanto avevo la borsa di studio, ma non avevo un posto dove dormire, grazie al cielo alla fine una persona mi rispose, affittandomi una delle più belle case di tutta Innsbruck. A soli 5 minuti a piedi dall’università, 2 minuti in bicicletta. Una delle cose più piacevoli di tutto il soggiorno, avere una casa vicinissima che mi consentiva di guadagnare tempo per ogni cosa che dovevo fare. L’unica pecca di tutto il viaggio è stata la mia coinquilina, ma questa è un’altra storia.

Ma sono queste esperienze che ci fanno capire fino a dove ci possiamo spingere e imparare. E senza forza di volontà o la semplice curiosità è meglio non farle queste esperienze. Io dalla mia posso dire che è stata un’esperienza magnifica, e non smetterò mai di ripeterlo, che mi ha fatto crescere moltissimo, sia a livello accademico che personale, e sono felicissima che la mia coordinatrice Erasmus mi abbia concesso questa opportunità. Se la consiglierei? ASSOLUTAMENTE, per uno studente volenteroso che vuole davvero imparare qualcosa, e non pensare a questa opportunità solo per divertirsi ( per il solo divertimento esiste una parola chiamata vacanza ), è una cosa straordinaria. Nella mia vita vorrei ripetere un’esperienza del genere, perché solamente lo studiare all’estero ci da quell’input in più per avere una mente aperta e pronta ad assorbire ogni nozione. Dunque quello che posso ripetere è solo che è stata un’esperienza magnifica e che la porterò per sempre nel mio cuore.

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